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La storia ed i progetti dell’associazione C.L.U.P (Associazione Cultura e Lavoro una Presenza)

Mondomaldive sostiene HomboloL’associazione CLUP è nata nel 2002, dopo diversi anni di viaggi e di lavoro occasionale  in Africa, che hanno permesso di mettere a fuoco le difficoltà ed i bisogni del paese nel quale hanno deciso di operare: Hombolo. Clicca QUI per andare al sito ufficiale.

Il villaggio si trova nei pressi di Dodoma, la capitale della Tanzania, e soffre di arretratezza agricola, economica e di carenze sanitarie inimmaginabili.

L’agricoltura tradizionale è ancora l’attività prevalente, ma la sua caratteristica è l’assoluta dipendenza dalle condizioni climatiche spesso, purtroppo, sfavorevoli.

La situazione scolastica (costosa e senza sbocchi lavorativi) non da nessuna speranza di cambiamenti. La scuola primaria, obbligatoria per 7 anni, è del tutto insufficiente sia come strutture che come numero di insegnanti e contenuti.

L’assistenza sanitaria è praticamente inesistente, il dispensario (a pagamento) non fornisce una prestazione qualificata e l’ospedale più vicino (anch’esso a pagamento) si trova a Dodoma, circa 40 Km di strada sterrata da Hombolo, e collegata con due sole corse di pullman al giorno.

Ma la situazione peggiore riguarda l’accesso all’acqua potabile.

Proprio per questo motivo il primo progetto portato a termine dall’associazione è stata la costruzione di un pozzo, che però non è sufficiente per coprire i bisogni di Hombolo e dei villaggi circostanti.

La realizzazione dei progetti dell'Associazione è seguita da MariaCarla, che vive e lavora con la gente locale, perché lo scopo dell'associazione non è dare assistenza, ma coinvolgere la popolazione nei progetti e responsabilizzarli.

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Progetti realizzati

Falegnameria

Nel 2003 è stato ristrutturato un edificio già esistente e messa in opera la falegnameria con macchinari professionali recuperati in Italia.

Lo scopo di questo progetto è quello di insegnare un lavoro ai ragazzi locali che hanno terminato la scuola primaria.

Pozzo

Nel 2005 è stato acquistato un terreno di 17 ettari, dove è stato realizzato un pozzo per la distribuzione dell’acqua potabile in una zona del villaggio priva di servizi.

Pur assicurando la loro presenza costante nella gestione del pozzo, l'Associazione vuole rendere partecipe e responsabilizzare la comunità locale, rendendola parte attiva in ogni progetto, tentando di portare un messaggio di speranza e di solidarietà, senza volere prevaricare la cultura e le tradizioni locali.

Asilo Nuru

Nel 2006 è iniziata la costruzione dell’asilo e nel maggio del 2007 è stato inaugurato.

Ad oggi lo frequentano 170 bambini dove trovano oltre che ad all’istruzione, un ambiente pulito, accogliente, un pasto e dove imparano le prime norme igieniche (lavarsi le mani, utilizzare i bagni per i propri bisogni, lavarsi i denti…).

Ai bambini che frequentano l’asilo riescono a dare tutti i giorni una prima colazione ed il pranzo e una volta la settimana un pasto a base di carne.

Perché i bambini imparino ad essere solidali, si recano a turno, con piccoli gruppi, per tre volte alla settimana a portare cibo alle persone anziane e sole.

Poiché l’asilo si trova lontano dal pozzo, hanno risolto il problema dell’approvvigionamento dell’acqua, costruendo tre cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.

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Mulino

Nel 2007 è stato costruito vicino al pozzo un mulino per la macina dei cereali. La costruzione del mulino si è resa necessaria in questa zona del villaggio per agevolare le donne che altrimenti dovevano fare chilometri a piedi per usufruire di questo servizio.

Anche la gestione del mulino è affidata a persone del luogo, con la supervisione di Mariacarla.

Frantoio

Nel 2008 è stato aperto un frantoio per estrarre olio dai semi di girasole.

La popolazione di Hombolo e dei villaggi circostanti vi accede per il proprio fabbisogno e per vendere i semi in eccesso. Questi semi vengono acquistati dall'associazione per produrre olio da vendere, tutto questo permette di avere un’entrata per sostenere alcune delle spese dell’asilo.

Progetti di sostegno

La presenza dell'associazione assicura anche un aiuto costante anche nei casi di emergenza come nel caso della grave carestia che ha colpito Hombolo nel 2006: sono riusciti a garantire un pasto quotidiano per 9 mesi a 1500 bambini.

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Non essendoci assistenza sanitaria da parte dello Stato, in caso di malattia o problemi di salute non curabili al dispensario del villaggio, aiutano economicamente e portano direttamente i malati nell’ospedale della città.

Portano avanti anche un progetto di adozione a distanza, al costo di 200 euro all’anno. I bambini da adottare vengono scelti tra i più bisognosi di quelli che frequentano l’asilo. Grazie al sostengo a distanza, per il quale si chiede un impegno di qualche anno (possibilmente di 7 anni, fino alla fine della scuola primaria obbligatoria), non solo possono garantire un’istruzione ai bambini, ma anche un aiuto alla famiglia del bambino in termini di vestiti e cibo.

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Per aiutare il progetto che l’Associazione CLUP sta portando avanti ad Hombolo, tramite Mariacarla, non dobbiamo pensare a cifre impegnative da investire.

Spesso basta veramente poco per dare un aiuto concreto, pensate che con:

1 Euro  possiamo comprare 2 kg di riso

2 Euro possiamo comprare 20 quaderni per l’asilo Nuru

3 Euro possiamo comprare 1 gallina per una famiglia di Hombolo

5 Euro possiamo comprare 1 divisa per l’asilo oppure  9 kg di fagioli

10 Euro possiamo comprare 6 kg di carne

15 Euro possiamo comprare 1 capra

20 Euro possiamo comprare 1 pallone da calcio per i bambini dell’asilo               

20 Euro possiamo comprare 100 kg granoturco di mais per dare da mangiare a 170 bambini per 3 giorni

30 Euro possiamo comprare abbigliamento per 1 anno per un 1 bambino (1 zaino per la scuola, 2 paia di pantaloni, 2 camicie, 3 magliette e 2 paia di scarpe)

50 Euro possiamo compare 1 maiale

La testimonianza di Samax (Elvira Benatti, moderatrice di Mondomaldive)

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Conosco Mariacarla da tanti anni e l’ho sempre ammirata molto per la scelta coraggiosa e certamente non facile che ha fatto qualche anno fa, quando è rimasta vedova ed ha deciso di trasferirsi ad Hombolo.

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Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto andarla a trovare, per capire meglio ciò che lei e la sua associazione stavano realizzando, ma non ho mai avuto l’occasione o il coraggio di farlo veramente, fino a quando i primi mesi di quest’anno (2010) mi sono decisa: il momento giusto era arrivato ed il 2 aprile sono partita per un viaggio che mi avrebbe cambiato profondamente, per sempre!

Voglio condividere con voi alcuni passi del “diario” che scrivo durante ogni viaggio e che in questa occasione mi è servito più che mai per non essere totalmente sopraffatta ogni sera dall’emozione e dall’intensità di quello che stavo vivendo ad Hombolo.

“ Dopo una  buona colazione partiamo con la moto di Mariacarla, lei alla guida ed io dietro sul sellino posteriore..

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La prima sosta che Mariacarla fa tutte le mattine è vicino a casa, dove sono stati costruiti il pozzo, il mulino  ed il frantoio.  Nell'edificio del frantoio una stanza è stata adibita ad ambulatorio, dove Mariacarla si ferma tutte le mattine per prestare delle cure di prima necessità a chi si presenta, valutando se poi  è il caso di mandare l’ammalato al dispensario  ed in questo caso gli viene dato del denaro per potervi accedere. Per lo più arrivano mamme con bambini, la  maggior parte afflitti da  problemi di pelle. I neri infatti hanno la pelle molto delicata e  dovrebbero usare una crema tutti i giorni, molto unta, che naturalmente qui la gente non si può permettere per cui  la pelle si rovina. Molti  bambini hanno la pelle rovinata per l'acqua che usano per lavarsi (chi  si lava) e molti arrivano con delle ustioni più o meno gravi, dovuto  al fatto che nelle case  fanno il fuoco per cucinare lasciandolo incustodito e quindi facile preda dei  bambini.

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Al termine dell'ambulatorio iniziamo il giro per visitare  alcuni bambini adottati. Molti bambini vengono abbandonato dai  genitori, soprattutto se uno dei due muore, fortunatamente se ne  prendono cura gli zii o i nonni, ma spesso capita che una nonna debba badare e dare da mangiare a 8/10 bambini.  Le case sono di una povertà  inimmaginabile, costruite con mattoni in fango che spesso, durante la stagione delle piogge, si  sgretolano. All'interno non c'è nulla, si dorme sul pavimento. I bambini usano i vestiti che hanno indosso fino a quando, letteralmente, non si sgretolano, questo anche perché non c’è l’abitudine di lavarli. Mariacarla mi  dice che molti di loro usano per settimane e mesi lo stesso vestito,  giorno e notte.

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Continuiamo il nostro giro delle  famiglie dei bimbi adottati,  in una delle case ci vengono offerte anche delle pannocchie arrostite: non hanno nulla ma il senso dell'ospitalità non manca. Una delle visite è a John, il bambino che abbiamo  adottato a distanza diversi anni fa: quando lo vedo sono emozionatissima e non riesco a trattenre le lacrime. La nonna di John quando capisce che sono “la mamma  italiana' di John, mi corre incontro e mi abbraccia. “

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Passando per le strade  di Hombolo, quando i bambini riconoscono la moto iniziano a gridare 'Mariacarla, Mariacarla' ! Arriviamo all'asilo e veniamo accolti dai bambini che ci corrono incontro;  appena scendiamo dalla  moto veniamo circondate da decine di bambini, tutti vogliono che li prendiamo per mano ed iniziano a cantilenare 'ciao, ciao': la  sensazione che si prova non è descrivibile e la mia paura più grande è di non riuscire a trasmettere al mio rientro, la gioia che si prova  abbracciando uno di questi bambini, guardando il loro sorriso! Devo  riuscire assolutamente a fare di più per i bambini di Hombolo!  Meritano una vita migliore, e per loro una vita migliore significa anche potere  mangiare  almeno due volte al giorno. Qui se e quando mangiano, lo fanno  una volta al giorno, solitamente verso le tre del pomeriggio; il pasto  consiste in una specie di polenta che intingono in un'erba selvatica, la mlenda e questo è spesso l’unico pasto che le famiglie di Hombolo conoscono. Mariacarla mi dice che i primi tempi che era ad Hombolo quando chiedeva a qualche donna che cosa stesse cucinando, queste la guardavano sorpresa rispondendo: “cibo”! I bambini all'asilo arrivano per la colazione, giocano ed  imparano delle nozioni prescolari, pranzano e verso le due vanno a  casa. Mangiano alternato riso e piselli secchi oppure polenta e fagioli ed una volta alla settimana, il mercoledì, carne.

Secondo me poca gente si rende conto che con soli 200/300 euro all’anno si mantiene una famiglia  per un anno, ed inoltre si  provvede al mantenimento dei costi del bambino per gli studi nella  scuola primaria (dai 7 agli 14 anni). Certe volte bisognerebbe  veramente farsi un esame di coscienza, rinunciare ad un vestito in più ed ad una cena ed ecco trovati i soldi per aiutare i bimbi di Hombolo. 

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Gli abitanti di Hombolo sono della tribù di Gogo, ogni villaggio appartiene ad una tribù diversa. Ogni bambino viene sottoposto alla circoncisione e purtroppo è ancora in uso, per le bambine, la pratica dell'infibulazione, soprattutto le bimbe affidate alle nonne. La prospettiva di vita qui è di circa 40/45 anni, media che viene abbassata a causa dell’elevato tasso di mortalità infantile.

Oggi sveglia presto perché dobbiamo andare a Dodoma a ritirare la fornitura semestrale sovvenzionata dalla WAP (FAO) e a fare scorta di  mais, fagioli, zucchero e quant'altro serva sia per l'asilo che per i bambini adottati e loro famiglie. Alle famiglie dei bambini adottati vengono dati mensilmente  20.000 scellini (circa 10 euro), del riso, fagioli e zucchero;  quindi con l'adozione non si aiuta solo il bambino ma anche la sua  famiglia. Viene inoltre distribuito del detersivo anche se guardando i vestiti dei bambini non si capisce per cosa lo usino. I vestiti non vengono lavati quasi mai e se li tengono addosso fino a quando non cadono letteralmente a brandelli.

Mondomaldive sostiene HomboloQuello che mi colpisce maggiormente è il fatto che in  qualche modo si lasciano vivere, non hanno assolutamente cura delle cose e tantomeno dei vestiti. Mi è già capitato di vedere la povertà in diversi paesi del mondo, ma rendersi conto così da  vicino come vivono tante persone, come affrontano la vita con assoluta rassegnazione fa veramente male.

L’'ammirazione nei confronti di Mariacarla, se possibile, è ancora aumentata: il lavoro che svolge richiede  tantissima energia fisica ma soprattutto tanta energia ed equilibrio  mentale. Vivere giornalmente a contatto con una  realtà così sconsolante è una grande prova, mi chiedo se  a volte, non  si senta completamente sfiduciata, vedendo che è un lavoro senza fine.  Certamente deve essere grande la gioia di sapere di riuscire almeno in  parte a sfamare i bambini, e riuscire a dare a qualcuno di  loro la possibilità di un'istruzione, che comunque è la base per un miglioramento ed una crescita del paese.

Questa mattina mi sono svegliata con un velo di  tristezza nel cuore, ancora prima di partire da Hombolo ne sento già  la nostalgia. È una sensazione molto strana da spiegare, non si può  certo dire che sia un luogo piacevole  eppure ti entra  nel cuore: i bambini, i loro sorrisi, la tristezza che si legge negli  occhi di alcuni, rimarranno per sempre impressi nella mia mente e nel mio cuore. Non si può venire qui e  rimanere insensibili;  qui la gente ha fame, ma fame vera. Se non hanno soldi, non possono andare al mulino a macinare il grano (quando il  povero raccolto lo consente) e quindi non mangiano quell'unico povero  pasto che riescono a fare al giorno.

So già che Hombolo mi  mancherà, sembra assurdo se penso alla realtà che si deve affrontare tutti i giorni, eppure è proprio così, nonostante la crudezza della vita con la quale si viene a contatto, Hombolo mi mancherà e so che ci tornerò presto!