Testata Mondomaldive.it

Il Sole alle Isole Maldive

L'irraggiamento solare nelle zone tropicali è più diretto e quindi molto più forte rispetto a quello delle nostre latitudini, ciò rende necessario prendere precauzioni maggiori per l'esposizione al sole, che è un elemento fondamentale in una vacanza alle Maldive.

Non sono stati pochi, infatti, i casi di persone che hanno sottovalutato il pericolo e quindi obbligati a passare qualche giorno in camera per forti scottature o addirittura per la febbre.


Il sole è amico o nemico?
Il sole sostanzialmente fa bene: aiuta il metabolismo della pelle, tonifica e favorisce il ricambio cellulare, ha un'azione sul sistema immunitario, rinforza lo spessore cutaneo, inibisce l'eccessiva crescita dei germi che vivono sul nostro corpo, irrobustisce l'apparato scheletrico per il suo effetto "antirachitico", e altro ancora.
Tuttavia, senza le adeguate precauzioni, si trasforma in un temibile nemico, perché può portare con sé eritemi, scottature, invecchiamento precoce della pelle e tumori cutanei, come il melanoma.

Le radiazioni solari che arrivano sulla Terra sono composte da diversi tipi di raggi, ognuno con caratteristiche ed effetti diversi.

In particolare si distinguono i raggi:

- ultravioletti di tipo A (UV A): sono i raggi ultravioletti che penetrano più in profondità e sono i principali responsabili dell'abbronzatura rapida, ma a loro è dovuto anche l'invecchiamento precoce della pelle. Sono gli stessi tipi di raggi impiegati nelle lampade abbronzanti.

- ultravioletti di tipo B (UV B): sono i raggi con maggior energia e minor potere penetrante, e determinano l'attivazione della produzione di melanina, ma purtroppo anche eritema ed ispessimento dello strato corneo. Questi raggi possono essere molto pericolosi perché riescono a modificare il DNA delle cellule, si pensa infatti a loro anche come responsabili della comparsa di alcuni tumori cutanei.

- ultravioletti di tipo C (UV C): sono raggi ultravioletti molto pericolosi, perché distruggono il nucleo cellulare e quindi uccidono le cellule.
Questi sono trattenuti dalla fascia di ozono dell'atmosfera, pertanto il fatto che la barriera di ozono si stia riducendo è motivo di allarme per la salute della pelle.

- infrarossi (IR): queste sono radiazioni calde a differenza degli ultravioletti che invece sono fredde. Pertanto tendono a scaldare la cute causando vasodilatazione, che comporta la comparsa di eritemi.


Chi rischia di più?
Esiste una classificazione delle diverse carnagioni in funzione del rischio che corrono esponendosi ai raggi UV, si parla cioè di 'fototipi', che altro non sono che l'insieme del colore della pelle, dei capelli e degli occhi. Conoscere il proprio fototipo significa, soprattutto, essere in grado di scegliere il fattore di protezione più adatto al proprio tipo di carnagione e il tempo consentito per esporsi in sicurezza ai raggi solari:

-Fototipo 1: capelli rossi, occhi chiari. Evitare l'esposizione diretta ai raggi solari e usare creme a fattore di protezione totale.

-Fototipo II: carnagione chiara, quasi lattea, cappelli biondi, occhi chiari. Utilizzare nei primi giorni creme a filtri totali e, in seguito, prodotti con indice di protezione leggermente più basso.

-Fototipo III: carnagione chiara, capelli biondo-castano, occhi nocciola.
Fondamentale utilizzare creme con fattore di protezione elevato nei primi giorni.

-Fototipo IV: carnagione olivastra, capelli bruni, occhi scuri. Nei primi giorni utilizzare un fattore di protezione relativamente alto da diminuire, poi, man mano che la pelle si scurisce.

-Fototipo V: carnagione olivastra, capelli neri, occhi scuri. Il rischio di scottature ed eritemi è basso, ma il fattore di protezione non dovrebbe mai scendere sotto i 10-12.

-Fototipo VI: carnagione nera, capelli neri, occhi neri. Le creme solari servono solo per prevenire i danni provocati dai raggi ultravioletti. Le scottature sono rare.



Come proteggersi dal sole?
Per trarre dal sole i massimi benefici limitando al minimo i danni, è consigliabile esporvisi con moderazione ed usare sempre cosmetici protettivi contenenti filtri ad ampio spettro di assorbimento, che garantiscano una buona protezione tanto dagli UV-A che dagli UV-B.
I filtri solari, usati nei cosmetici, sono sostanze in grado di assorbire o schermare le radiazioni UV-A e/o UV-B, in maniera parziale o totale; lasciano invece passare la radiazione visibile e quella infrarossa, responsabile della sensazione di calore che si avverte sotto al sole.
Il fattore di protezione solare (comunemente abbreviato SPF) riportato sull'etichetta dei prodotti solari fornisce l'indicazione del livello di protezione ai raggi UV, senza la comparsa di effetti eritematosi. Questo fattore è espresso da un numero, e viene ricavato empiricamente in laboratorio. In pratica se esponendo la pelle nuda al sole si ha l'ustione in, poniamo, 15 minuti, con un solare a fattore di protezione 8, l'ustione si presenta dopo due ore (15 minuti x 8).
Oggi ci sono a disposizione anche integratori alimentari a base di beta-carotene: occorre che questa sostanza si accumuli nel derma per poter essere efficace, quindi gli integratori vanno assunti a partire da almeno 2-3 settimane prima dell'esposizione solare. Il carotene funziona come un antiossidante, e si oppone in questo modo ai danni causati dai radicali liberi generati nella cute dai raggi ultravioletti. Bisogna comunque tenere ben presente che i carotenoidi non sostituiscono i filtri solari, che devono essere sempre applicati nell'esposizione al sole, ma ne coadiuvano l'azione, provvedendo a fornire una protezione addizionale, soprattutto a quelle persone che necessitano di prodotti con fattori di protezione molto elevati.

Le regole chiave per una corretta esposizione al sole diventano più che mai importati in zone come le Maldive, dove l'irraggiamento solare è estremamente elevato, a causa sia della latitudine, che fa sì che i raggi solari siano più intensi, perché più perpendicolari alla superficie terrestre, sia del fatto che per tutta la giornata si è esposti al riverbero delle radiazioni sulla superficie del mare e della sabbia corallina circostanti.

In particolare è bene sapere che:

-Occorrono dalle 24 alle 72 ore prima che la melanina inizi a formarsi. Pertanto durante questo periodo l'esposizione al sole è particolarmente pericolosa per l'elevato rischio di scottature ed eritemi.
Occorre utilizzare solo creme con fattore di protezione elevato (almeno 15) o anche totale. E' infatti possibile abbronzarsi anche usando uno schermo totale. La tintarella, in questo caso, comparirà più gradualmente e sarà meno intensa, ma al termine della vacanza risulterà più uniforme e duratura.
Il fattore di protezione potrà essere lentamente diminuito durante la vacanza, anche in relazione al proprio fototipo.

-Non esporsi direttamente ai raggi solari nel periodo compreso tra le 12.00 e le 14.00, perché è in questa fascia oraria che si verifica il 50% delle emissioni totali di UVB. Inoltre aumentare le ore di esposizione al sole in maniera graduale durante i primi giorni.

-Ricordare che i raggi UV passano anche attraverso le nuvole, quindi proteggersi anche nei giorni di cielo coperto. Questi sono infatti i più insidiosi, perché la pelle può assorbire grandi quantità di raggi UV senza che compaia quella sensazione di calore che normalmente precede la comparsa di danni più severi.

-Applicare la protezione con frequenza, ogni 2 ore circa, perché il sudore, il vento e i bagni in mare diminuiscono l'azione del prodotto.

-Per allontanare gli effetti spiacevoli degli infrarossi bisogna evitare il più possibile il surriscaldamento della cute durante l'esposizione al sole. A questo scopo sono utili frequenti bagni o docce o semplicemente spruzzarsi d'acqua fredda, per abbassare di qualche grado la temperatura. In questo caso, però, si deve procedere ad una nuova applicazione della lozione o crema protettiva.

-Avere l'accortezza di indossare una t-shirt di cotone per lo snorkeling, specialmente durante i primi giorni, in quanto le spalle che restano bagnate a pelo d'acqua sono ad altissimo rischio di scottature, e anche in questo caso il calore che precede la loro comparsa non viene avvertito. Per lo stesso motivo applicare una protezione a schermo totale sulla parteci, che hanno un effetto fotosensibilizzante (vedi elenco in calce), pena il presentarsi di macchie o altre reazioni.


L'ustione solare
L'ustione solare è una infiammazione della pelle provocata da una eccessiva esposizione alla luce del sole (ma anche alla luce di lampade abbronzanti).
I segni più comuni sono l'arrossamento della pelle (o eritema), che compare dopo alcune ore dall'esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più gravi si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire malessere generale, febbre, mal di testa.
Si va incontro a disidratazione: per questo occorre bere abbondantemente. La guarigione avviene in un periodo variabile dai 3 ai 20 giorni, a seconda della gravità dell'ustione.


Cosa fare?

-Evitare l'ulteriore esposizione ai raggi del sole fino a quando l'eritema non si sia risolto.

-Applicare impacchi di acqua fresca o tiepida (non troppo fredda) per alleviare il dolore. Utilizzare successivamente creme emollienti ed idratanti.

-Se l'infiammazione della pelle è notevole, applicare una crema contenente idrocortisone allo 0,5%; se la superficie ustionata è estesa, è meglio utilizzare questo farmaco dopo un parere medico. È sconsigliato l'uso di antistaminici sotto forma di creme, poiché possono dar luogo a reazioni tossiche per esposizione alla luce solare.

-Se il dolore è molto intenso si può far ricorso a semplici analgesici per via orale a base ad esempio di paracetamolo (es. Tachipirina) o ibuprofene (es. Moment).

-In caso di ustioni con comparsa di bolle molto estese e profonde occorre consultare un medico, perché la cute va accuratamente disinfettata e fasciata, per evitare di incorrere in pericolosissime infezioni e favorire la miglior guarigione possibile anche dal punto di vista estetico.

-Bere molti liquidi.


Per i bambini, qualche precauzione in più
Il sole è un preziosissimo alleato per la salute e il benessere del piccolo, a patto però che il bambino sia sempre adeguatamente protetto. I bambini, infatti, sono molto più esposti ai danni delle radiazioni solari, sia perché la loro epidermide è molto più sottile, sia perché i recettori termici, che negli adulti sono responsabili della percezione del calore e quindi funzionano come 'campanello d'allarme', non sono ancora del tutto maturi. Inoltre, un bambino molto piccolo, che ancora non cammina, non sarà in grado di sottrarsi da solo alle radiazioni solari, e la sua cura è totalmente affidata ai genitori.

Non tutte le formulazioni dei prodotti solari inoltre sono ugualmente adatte ai più piccoli. I solari sotto forma di olio hanno per lo più fattori di protezione molto bassi e sono quindi sconsigliati per i bambini, che hanno la pelle chiara e delicata. Sì al latte, particolarmente adatto al corpo in quanto più facile da stendere. Le formule in gel hanno un immediato effetto refrigerante e assorbono rapidamente. Per questo rappresentano la scelta ideale se il bimbo non sopporta solari che richiedono un massaggio prolungato. Le emulsioni-spray hanno una consistenza acquosa: donano quindi sollievo alla pelle accaldata, ma evaporano rapidamente e quindi non garantiscono la protezione migliore. Sono perfetti, invece, i solari in crema, che danno vita ad un vero e proprio schermo protettivo.

Per i bambini è meglio scegliere solari con fattore di protezione molto elevato, meglio se a schermo totale, per poi scendere con estrema gradualità, ma mai al di sotto di un fattore 15. Il prodotto scelto deve ovviamente contenere filtri efficaci nei confronti sia dei raggi UVA sia delle radiazioni UVB. Caratteristica che può essere verificata leggendo attentamente l'etichetta.

La tentazione, soprattutto i primi giorni di esposizione del bimbo, sarebbe applicare uno strato molto spesso di prodotto, per garantire alla sua pelle chiara la giusta protezione. In realtà lasciando uno strato troppo ricco di crema non si consente alla pelle di "respirare": il sudore non evapora e l'epidermide "brucia". Ma anche fare assorbire la crema protettiva completamente è rischioso: massaggiandolo molto, il prodotto può perdere di efficacia perché se ne assottiglia lo strato sulla pelle


Il decalogo per un sole più sicuro per i piccoli:

1)Non lasciare mai al sole diretto i neonati fino a 6 mesi d'età, e coprire sempre la testa con un cappellino di cotone.

2)Per ovviare alle maggiori perdite di liquidi, offrire al bambino un'alimentazione più ricca di quest'ultimi: acqua, frullati, succhi, omogeneizzati alla frutta

3)Esporre il bimbo al sole solo nelle ore del primo mattino e del tardo pomeriggio.

4)Non dimenticare di proteggere gli occhi, perché i raggi solari posso danneggiare la retina. Adottare quindi un cappellino con visiera se il bimbo è molto piccolo, e poi occhialini da sole.

5)Ripetere l'applicazione della crema solare molto spesso, specie se il bambino entra ed esce dall'acqua.

6)Preferire indumenti in fibra naturale, che non irrita la pelle e assorbe il sudore, e di colore chiaro per respingere i raggi solari. Gli indumenti, come maglietta e cappellino, sono particolarmente importanti quanto più il bimbo è piccolo, e andrebbero fatti indossare sempre nelle ore più calde della giornata.

7)Evitare che il bambino passi troppo tempo continuamente sotto al sole, ma invitarlo a mettersi spesso all'ombra.

8)Ai primi segni di arrossamento e di irritazione solare, coprire le parti colpite ed evitare ulteriori esposizioni al sole fino alla loro normalizzazione.

9)Alla fine di ogni giornata, dopo la doccia o il bagnetto, applicare anche sulla cute dei più piccoli creme e prodotti emollienti e idratanti.

10) In caso di colpo di calore farlo sdraiare in un luogo fresco e dargli da bere acqua a piccoli sorsi. Se il bimbo si scottasse o addirittura presentasse febbre, portarlo subito dal medico.


Fotosensibilizzazione da farmaci:
Particolari farmaci possono provocare disturbi alla pelle quando, dopo averli assunti per bocca o applicati direttamente sulla cute, ci si espone alla luce del sole. Si parla, in questi casi, di reazioni di fotosensibilità. Lo stesso farmaco non produce invece reazioni in assenza di esposizione alla luce del sole.
Il rischio è quello di una grave ustione solare. Occorre rivolgersi al medico qualora si debba interrompere l'assunzione del farmaco, essendo possibile un aggravamento della malattia per la quale lo stesso veniva assunto. In genere è preferibile continuare l'assunzione del farmaco e proteggersi molto accuratamente dai raggi del sole.

I farmaci che sono più spesso responsabili di queste reazioni sono:

- alcuni antibiotici (farmaci utilizzati per curare le infezioni, come per esempio quelli del gruppo delle "tetracicline"), e certi farmaci usati per curare infezioni delle vie urinarie;

- alcuni diuretici (farmaci utilizzati per aumentare la produzione di urina e per abbassare la pressione);

- alcuni farmaci antidiabetici da assumere per bocca (non l'insulina);

- alcuni farmaci usati per malattie del sistema nervoso o come antiallergici, chiamate in generale "fenotiazine";

- alcuni farmaci utilizzati per i disturbi del ritmo del cuore (in particolare quelli contenenti una sostanza chiamata amiodarone);

- alcuni farmaci usati come "antireumatici";

- la pillola anticoncezionale;

- le lozioni contenenti olio di bergamotto, di limone o di lavanda.

Mondomaldive.it Mappa sito