monica racconta la sua vacanza sulla Barca Maavahi
in data 11/11/2008
MA VAI SULLA MAAVAHI ......
Semplicemente fantastico. Strano a dirsi, per uno abituato a guadagnarsi lo stipendio con le chiacchiere, ma sono le uniche parole che riesco a metter insieme alla fine di una settimana di crociera a bordo della Maavahi. Quando mi accingo a scrivere queste note sono ancora a bordo di questa nave che, come una bella signora, non si vergogna a mostrare i propri anni con dignità. Scrivo adesso, a caldo, nel timore che la nebbia della mia Ferrara una volta a casa mi offuschi memoria e sensazioni.
Sono, siamo stati non bene, benissimo. A bordo, a terra, ma soprattutto in acqua. L’elemento incontrastato dominatore di questo angolo di pianeta, che ci ha regalato emozioni che risulta difficile mettere su carta.
Io sono un sub decisamente in fondo alla classifica degli appassionati (non posso definirmi “normale” per un ovvio e spiacevole gioco di parole); brevettato 13 anni fa ho all’attivo ben poche immersioni rispetto ai miei compagni di avventura. Son qui con mia moglie Monica, non sub, ma innamorata delle Maldive per quel mix incomparabile di emozioni che ti danno stando in superficie o con la testa sott’acqua in mezzo ai pesci.
Questa volta su consiglio di amici abbiam deciso di provare l’avventura di una settimana a zonzo per questo paradiso nato – narra la leggenda – dalle lacrime del Signore cadute in mezzo all’Oceano Indiano.
All’insegna del “pochi ma buoni” ci ritroviamo – una volta atterrati a Male – solo in 5 a scrutarci di sottecchi all’imbarco del Dhoni che ci avrebbe poi portato sulla “nostra“ barca. A dirigere le operazioni Manuela il nostro Istruttore sub, nonché capobarca, maestra di cerimonie, punto riferimento per ogni esigenza. Il tutto concentrato in 163 centimetri di grinta.
Avremmo conosciuto in seguito anche le sue capacità una volta indossata la maschera e saltata in acqua…
Ecco la Maavahi…ancorata in rada ci attende e con lei l’equipaggio che avremmo scoperto piacevolmente giorno per giorno. Dal capitano, ai ragazzi dello staff, ai cuochi….incredibili per quel che riuscivano a mettere in tavola ogni giorno. Roba da grand hotel…
La barca è tutta per noi e…
“Come?? Cosa c’è?? Devo accorciare le righe del racconto??”
Peccato…. Avrei potuto raccontarvi che da Da Malè Nord abbiam salpato le ancore direzione Malè Sud (Gulhi), poi da qui via verso Guraidhoo, tappa intermedia per l’atollo di Felidhoo dove abbiam gettato l’ancora nei pressi di Alimatha.
Reimpostata la rotta verso nord abbiam ritoccato Guraidhoo per poi arrivare a Himmafushi (Male Nord), ultima tappa del tour.
Perché una descrizione così succinta? Per lasciare spazio alle immersioni. Le vere protagoniste incontrastate della corciera.
Come detto siamo in 5, ma solo 4 ad immergersi. A sentire il bagaglio di esperienze degli altri dovrei solo nascondermi…Speriamo bene…La stessa cosa l’ha pensata anche l’istruttore alla prima immersione quando il mio assetto non era negativo, né positivo. Potrei dire assente…Con me c’era Mario, da Imola. Chiuso lo stabilimento balneare a Lido di Classe (RA) si è fiondato alle Maldive con la benedizione della moglie (rimasta a casa). Alla fine si rivelerà un bel compagno di immersioni e lazzi vari…Enza, medico radiologo romano, esperienza maturata in giro per il mondo con all’attivo oltre 250 “dive”, un vero caterpillar dei fondali. Mitici gli ingaggi subacquei per stare in scia di Manu…Infine Giuseppe, novarese con look da montanaro e fare da asceta, invasato per gli squali che ha cercato e visto davvero in tutti e 7 i mari.
Dai, venite con me sott’acqua…ne vale davvero la pena…
Per ragioni di spazio non ve le racconto tutte e 13, ma farò qualche accenno in qua e in là…tralasciando un frullino che ci e mi ha preso nella pass di Guraidhoo (il ginocchio ancora chiede vendetta) per descrivere invece la Miyaru Kandu, dove ad attenderci a quota -30 ci aspettavano una decina di squali grigi (con i quali Giuseppe si è intrattenuto in chiacchiere amichevoli) , ma per arrivar laggiù siam passati per un muro di carangidi, schivando una tartaruga, ma fermandoci ad osservare estasiati ed io senza fiato una formazione di 18 aquile di mare che come bombardieri in tempo di guerra passano e ripassano sopra le nostre teste in formazione da combattimento. Meno male che trattenendo il respiro ho risparmiato aria perché le mie 50 atmosfere sono arrivate sempre prima degli altri costringendo il gruppo a lasciare lo spettacolo. In preda all’euforia scambio 2 tonni per delfini, diventando lo spettacolo serale del Maavahi.
Da ricordare anche la stessa immersione fatta con corrente ad uscire, fattore non trascurabile dato che sul fondale ci aspettavano questa volta decine e decine di squali grigi tanto che con un miracolo della fisica Giuseppe 40 chili zavorrato ha finito l’aria prima di tutti in preda ad un’estasi da Carcharhinus Plumbeus…
Io adesso scherzo e rido al ricordo, ma l’emozione è stata grande a maggior ragione per il sottoscritto che ricordo è quasi neofita dello scenario.
Apro una parentesi seria su “Manu” la nostra istruttrice. Ogni immersione era preceduta da un attento breefing che oltre a rivelarsi esaustivo in toto era anche incredibilmente reale, nel senso che tutto quel che ci veniva preannunciato si avverava puntualmente. Si trattasse di scenario del fondale, correnti o punto di avvistamento. Il che dava una bella sicurezza….
Dove eravamo rimasti? Ah, sì, sott’acqua…Anche di notte…in una notturna che ha avuto il potere di farmi godere uno spettacolo unico, con una tranquillità della quale mi son sorpreso anch’io.
Ma la chiusura col botto c’è stata con l’immersione al Manta Point (Paradise) di Male Nord. Partiti con tante aspettative abbiam visto di tutto (aquile, tartarughe, ecc.ecc..) ma di mante nemmeno l’ombra. Quando tutto lasciava presagire in una delusione ecco un ombra maestosa sbucare dal blu. Imponente, austera, regina incontrastata dell’immaginario subacqueo collettivo. Facciamo cassa comune delle atmosfere rimaste e restiamo ancorati al fondo a guardarla volteggiare sulla cleaning station, finchè stanca di tanta attenzione si rituffa nel blu, con tanti saluti al pubblico.
L’estasi vien rotta dal segnale di Mario che di aria non ne ha praticamente più, tant’è che Manu gli passa il secondo erogatore durante la sosta ai 3 metri. Stavolta non sono stato io…Giustizia è fatta.
Che dire di più…non me ne vogliano i miei compagni di avventura, con i quali farei mille crociere, se mi son permesso qualche divagazione scherzosa. E’ solo affetto nato dalla condivisione di un mondo dal quale ero stato lontano forse troppo tempo. Ringrazio tutti per avermelo fatto riscoprire in questo modo stupendo.
E voi che aspettate? Fate le valigie….
Dario e Monica Cavaliere
Nel
caso in cui utenti si rendano responsabili
di affermazioni calunnianti o diffamatorie
da cui consegua una qualsiasi iniziativa giudiziaria,
lo Staff non potrà in alcun modo essere
ritenuto corresponsabile dell'illecito.

