Princess Dhonkamana


Paolo Rebichini racconta la sua vacanza sulla Barca Princess Dhonkamana

in data 27/09/2010

Un sogno trasformato in un incubo

Premessa: ho lavorato facendo straordinari su straordinari una estate intera per potermi permettere questa vacanza. Non vedevo l'ora di partire. Tutto organizzato nei dettagli. Era la terza volta alle Maldive (la seconda in crociera)! Esperienza quindi già fatta e talmente entusiasmante da volerla ripetere! Ho scelto la Princess Dhonkamana. Rapporto qualità prezzo APPARENTEMENTE ottimo, ho chiesto alcune info, da sub che già erano stati sulla Dhonkamana, sui ragazzi del diving. Tutti concordi nell'aver trovato un clima piacevole e informale! Bene...si parte!
Appena sono arrivato all'aeroporto di Malè ecco venire uno dei tre ragazzi del diving che ci ha accompagna sul M/Y. Saliti sulla nave abbiamo subito preparato tutta l'attrezzatura per immergerci.
Viaaaaa...prima immersione: controllo della pesata e giù ...nel paradiso che quel posto cela nelle sue profondità! Già dalla prima immersione stupende mante, tartarughe, delfini, pesce napoleone, coralli splendidi...che dire!? Stupendo!!
Serata tranquilla e poi...a nanna!
Il giorno seguente ci svegliamo piuttosto presto per poter fare la prima immersione della giornata! Purtroppo il tempo non ci ha assistito per tutta la vacanza: è piovuto tutti i giorni e il mare spesso era grosso! (considerando che anche la settimana precedente è piovuto sempre...14 giorni di pioggia!! Alla faccia di chi dice che alle Maldive non piove mai di seguito per più di 4-5 giorni)
Ma ritorniamo all'immersione fatidica: al prima del giorno dopo l'inizio della crociera...
Briefing abbastanza sommario su cosa avremmo potuto vedere, idea del percorso da fare, minuti in cui stare sott'acqua e...si parte! Immersione bellissima, anche questa...commovente! Dopo circa 40 min. si inizia la risalita...ma a 5-6 metri dalla superficie, poco prima di iniziare la sosta di sicurezza, avviene l'imprevisto! Eravamo in tre in quel momento: io, il mio compagno di immersione e la guida (il coordinatore del diving)
Notavo che le bolle del mio compagno di immersioni non salivano verso la superficie ma rimanevano in quota...strano!!! Come mai?! Ho guardato il mio computer pensando che non fossero le bolle a rimanere sospese ma fossi io a salire insieme ad esse senza accorgermene, ma non era così! Non finisco di realizzare cosa stesse succedendo che una corrente vorticosa mi ha scaraventato a 20 metri nel giro di qualche secondo, per poi riportarmi velocemente quasi in superficie con una velocità di circa 3 volte rispetto a quella consentita (24 metri al min.). Rottura del timpano immediata: l'aria mi usciva dall'orecchio! E durante tutto questo cosa faceva la guida?! Si era defilata, se ne stava a 7-10 metri a guardarsi la scena! Ritornato a 2 metri dalla superficie il computer mi restituiva valori fuori curva, dovevo rimanere sott'acqua per altri 9 minuti a 5 metri prima di poter riemergere in sicurezza. Aria quasi finita! L'istruttore sentiva i bip incessanti del mio computer, solo allora si è avvicinato. Ho fatto segno di aver bisogno della sua aria per poter effettuare la sosta di decompressione, lui era incredulo, voleva ritornare subito in superficie pensando che i valori del mio computer fossero esagerati per quello che era successo (attenzione..non so dove stesse guardando ma non si era accorto della pallonata che avevo appena fatto!)
Ho fatto segno per insistere nel voler assolutamente fare la sosta di decompressione (avevo molto fastidio all'orecchio ma non dolore).
Tornato finalmente in superficie mi sono preso pure i rimproveri della guida perché era convinta che avevo tarato il computer programmando una curva di sicurezza più restrittiva rispetto alla classica. Ho ribadito che ciò non era assolutamente vero, potete controllare anche voi dal print scan che ho effettuato dopo aver scaricato in un pc il grafico dell'immersione! (è nella sezione delle foto) E' evidentissimo ciò che è successo.
Ma non è finita qui! Appena tornato in barca dall'orecchio destro usciva un liquido giallastro. Ho detto anche alle altre due guide le mie sensazioni sia durante l'immersione (usciva aria dall'orecchio) sia dopo (sentivo ovattato e ronzii). Ero sicuro di aver lacerato la membrana del timpano. Non soddisfatti delle mie sensazioni, una guida (la donna) mi ha fatto distendere su di un lato, ha preso dell'acqua dolce e l'ha immessa sul padiglione del mio orecchio destro, poi mi ha detto di chiudere il naso e di soffiare! Se si fossero viste delle bolle uscire dall'orecchio sicuramente il timpano era perforato. Ebbene... le bolle uscivano! Ma il problema è un altro: NON BISOGNA MAI FARE QUESTA PROVA (purtroppo l'ho saputo dopo da un dottore otorino) perché se già l'orecchio è potenzialmente traumatizzato, l'immettere altra acqua può aggravare la situazione! INCOMPETENTI all'ennesima potenza! Come se non bastasse alla mia richiesta di capire cosa fosse successo sott'acqua, mi hanno risposto dicendomi che quel fenomeno in quelle zone è abbastanza comune e per uscirne basta pinneggiare parallelamente al fondo, poiché il vortice non ha una grande larghezza pinneggiando si può uscire da esso senza troppa difficoltà! Quindi non serve gonfiare il GAV o fare altre manovre. Questo tipo di vortice viene chiamato "lavatrice".
Ok, sapevano come uscirne... ok, sapevano che era abbastanza usuale...ma perché, SANTO DIO, non l'hanno detto prima durante il briefing! Perché, visto che non è così pericoloso, la guida non è venuta a soccorrermi mentre ero lì che vorticavo e sprofondavo? Perché accanirsi sul fatto che secondo loro il mio computer aveva parametri restrittivi quando più di una volta ho fatto vedere che questo non era vero? Perché mettermi dell'acqua dentro l'orecchio quando si sospetta una perforazione del timpano, considerando che questo strumento diagnostico è pericoloso? Ve lo dico io perché...INCOMPETENZA, PRESUNZIONE, SPACCONAGGINE, SACCENZA.
Ma, purtroppo non è finita qui: il mare si era ingrossato talmente tanto da non permettere l'attracco al pontile dell'isola (eravamo vicini ad Alimathà). Ho dovuto aspettare la mattina seguente per farmi finalmente visitare da un dottore dell'isola, la visita lasciava pochi dubbi: perforazione del timpano: profilassi con cortisone e antibiotici. Questa volta ad accompagnarmi sull'isola per la visita è stata l'altra guida (in tutto le guide erano tre: il coordinatore, la ragazza ed un ragazzo), appena usciti dalla visita la guida si è permessa di contraddire il dottore (che tra l'altro era un medico che aveva lavorato in passato come assistente in una clinica dove effettuavano ricostruzioni del timpano), diceva che non dovevo dar retta a quello che aveva refertato il medico, e che il problema non era grave, anzi lui sollevava dubbi sull'effettiva rottura del timpano.
Che ne dite?! Basta questo per comprendere quello che è successo?

Immersioni finite dal secondo giorno di vacanza, non potevo nemmeno prendere il sole per via dei cortisonici e degli antibiotici. Non potevo nemmeno praticare snorkeling poiché nemmeno una goccia di acqua del mare potava lambire il timpano, pena: aggravamento della situazione.
Ho continuato comunque la vacanza sul M/Y facendo delle foto a paesaggi (vedete su capitolo foto), ma ormai la mia vacanza è stata rovinata dalla sfortuna e soprattutto dall'incompetenza delle guide italiane! Anche i rapporti di cordialità con loro si erano molto raffreddati, ormai confinati nella formalità di dover condividere degli spazi diventati troppo piccoli!
Ma non è finita qui, purtroppo è successo ancora altro!
L'ultimo giorno di crociera abbiamo attraccato al porto di Malè. Mi era stato detto che non avevano tempo di accompagnarmi all'ospedale per l'ulteriore visita, avrei dovuto cavarmela da solo!
E va bene.. anche questa mi tocca sentire!!!
Armato di pazienza e self-control ho cercato di prendere informazioni su come funzionasse l'organizzazione sanitaria dell'ospedale, dall'accettazione al pagamento. Poi, e da qui "le mani iniziavano a prudermi molto molto intensamente" (chi vuol capire il senso di questo modo di dire lo capisca, per chi non ha capito non posso essere più esplicito!), è successo che una ragazza, che aveva effettuato la vacanza (incubo per me) sulla Dhonkamana, ha accusato una forte otite proprio nell'ultimo giorno, lei era una dottoressa spec. in ortopedia, da quel momento in poi le guide italiane hanno deciso subito di accompagnarla all'ospedale per effettuare tutti i controlli che servivano, e, visto che avevano deciso di accompagnarla, mi hanno chiesto se volevo unirmi a loro.
Il medico otorino dell'ospedale privato in cui siamo stati è stato molto competente, dopo tutti i vari controlli mi ha detto che il mio timpano era già in fase di cicatrizzazione fortunatamente con chiusura del foro generato dal trauma! In questa fase non potevo assolutamente volare, gli sbalzi di pressione dell'aereo potevano interrompere il processo di cicatrizzazione favorendo un nuovo distacco con scarse possibilità di un autoguarigione spontanea (sarebbe occorso il bisturi questa volta!). Dopo aver salutato le guide della Dhonkamana, sono rimasto nella capitale per tre giorni, mi sono goduto un po' di ristorantini niente male, i parchi, i musei, delle curiose costruzioni, gli abitanti! Beh...credo che alla fine, la parte della vacanza passata a Malè è stata la più interessante e rilassante!

Ringrazio tantissimo i webmaster del sito Mondomaldive, per coincidenza anche loro erano alle Maldive in quel periodo e grazie alla loro assistenza morale e concreta sono riuscito a non avere ulteriori problemi per reperire farmaci e per comunicare con l'Italia.
Altro ringraziamento va a tutto l'equipaggio maldiviano della Dhonkamana e del Doni (satellite), un plauso per la loro cordialità, simpatia, professionalità, ed abilità nel pescare e cucinare buone pietanze! Una nota positiva anche all'arredamento della Dhonkamana, davvero bello!

Per il resto...beh spero che le guide della Dhonkamana ora siano cambiate e che quelle che ho avuto il dispiacere di incontrare ora abbiano capito che quel lavoro non fa per loro! Assolutamente non fa per loro!
Magari potrebbero aprire un buon ristorante (durante i pranzi si preoccupavano molto del cibo, se era buono e davano consigli allo chef), magari potrebbero aprirlo vicino ad una piscina dove continuare a portare persone sott'acqua...ma a 3 metri di profondità, non di più!


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