Racconto Holiday Island Maldive di Gabriel, 11/03/2008


Gabriel a: Holiday Island
Isole Maldive

Data viaggio: 18/05/2003

L'angolo di paradiso.

Premessa necessaria:
il viaggio e la recensione risalgono a 5 anni fa, l'ho ripescata oggi perchè domani torno nella stessa isola! So che magari potrei aver scritto un po' ingenuamente, e certo non immaginando che un giorno l'avrebbero letta viaggiatori affamati (ed esperti) di Maldive, ma non me la sento di ritoccarla, perchè è nata così, spontaneamente.
Al massimo ne aggiungerò una nuova al rientro..

Ho avuto la fortuna di viaggiare molto nella mia breve vita, ho visto paesi incantevoli e luoghi dalla selvaggia bellezza, però devo ammettere che il cocktail di note positive che ho assaggiato a Diffushi era davvero equilibrato e ben shakerato, direi quasi unico.
Le coordinate spazio temporali sono:
Maggio duemilatre.
Holiday Island, ovvero Diffushi (se non sbaglio il nome di un vento locale), atollo di Ari, notoriamente il più bello.
Tour operator Viaggi del ventaglio (ora non più).
L'isola-villaggio fa parte di un gruppo locale, Villa Hotels, che comprende anche una Fun, una Royal, una Sun e una Paradise Island.
La mia compagna è l’unica compagnia, come è consigliabile in questo genere di viaggi.
E tutti questi fattori han concorso a creare la perfezione di un viaggio indimenticabile.
Si viaggia con la Lauda, già questo un bel biglietto da visita, e già dall’atterraggio capiamo che qui sarà tutto “particolare”. Diciamo solo che fino all’ultimo ti sembra di ammarare invece di atterrare, poiché Malè, la capitale, altro non è che una delle quasi duemila isolette che compongono le Maldive. L’unica cosa che la differenzia sono le costruzioni, dato che è l’unica isola completamente coperta di abitazioni, praticamente un’unica città. Spettacolo di per sé non particolarmente bello, se non fosse per la cornice in cui è inserito, e per le isolette che si intravedono a pochi kilometri.
Lo spostamento verso la “nostra” avviene in barca veloce, purtroppo non abbastanza veloce, soprattutto perché troviamo mare un po’ mosso, e quindi ci si metterà più di tre ore contro le due previste, improvvisando un estemporaneo torneo a chi prima dà di stomaco, e anche a chi ne dà di più! Per fortuna non partecipiamo alla gara, e così non ci roviniamo la vista della nostra isoletta.

Un paradiso.
Inutile cercare altri termini meno banali e meno inflazionati.
Sembra sia stata creata dal Signore lo stesso giorno in cui ha creato la pittura, visti i colori del cielo e della sabbia, i riflessi dell’acqua e la perfezione delle palme.
Non facciamo in tempo a salire sul pontile che già scopriamo tra i flutti una miriade di pesci, alcuni squaletti, naturalmente del tutto innocui, e una piccola razza!
Arriviamo più o meno all’ora di pranzo, e il sole si fa sentire, eppure noto un particolare interessante: tutti, dal cameriere alla direttrice del villaggio, dai (pochi) animatori ai turisti, sono scalzi.
Tocco la sabbia bianca, bianchissima, e la trovo incredibilmente fresca, al limite tiepidina! Mi spiegheranno poi che una caratteristica di queste isole, di origine corallina come la sabbia stessa, che non assimila e conduce calore. Caratteristica molto interessante quando la temperature MEDIA dell’anno è sui 28 gradi e quella del mare è pressoché identica (quasi non ci si accorge di passare dalla riva all’acqua).
L’isola è piccola, anche se meno di tante altre di cui abbiam sentito, dato che la si può girare, nel giro più lungo sulla battigia, in circa venti minuti, ma passeggiando tranqui tranqui..
Il nostro bungalow (144 in tutto) è molto bello, con la classica immensa doccia open air riparata da alte mura sulle quali scopriamo subito due gechini (qui chiamati onu, in dihevi, il locale dialetto di origine singalese), i miei portafortuna, che ci faranno compagnia durante la nostra permanenza.
Apriamo la vetrata che ci separa dalla spiaggia e lo spettacolo che ci si pone davanti sarebbe meraviglioso, se solo potessimo vederlo!
È risaputo infatti che gli occhi debbano essere aperti perché ciò sia fattibile, ma lì per qualche istante è davvero impossibile, a causa del riverbero sulla candida sabbia.. e pensare che questo è il nostro “giardino”, della nostra ”casetta” e poco più avanti c’è la nostra “piscina”, l’oceano! È “nostro” non è un modo di dire, dato che a sinistra, a perdita d’occhio vediamo solo una coppia che prende il sole sui lettini, mentre a destra un coppietta che passeggia lontana, e davanti a noi solo i nostri due lettini.. Che dite, si comincia bene?
A me il cuore comincia già a cercar lite con le costole nel tentativo di farsi spazio per cercare spazi maggiori in cui battere! Anche gli occhi, una volta abituatisi, sembrano volersi allargare nelle orbite per tentare di abbracciare queste a noi poco familiari dimensioni, pennellate con questi ancor meno familiari colori. Mi giro e lo stesso accade anche alla mia ragazza, basita, che già di suo ha occhioni chiari e belli grandi, quindi figuratevi voi..
Le narici ne seguono l’esempio, con la speranza di assorbire ogni nuova fragranza e provvedere ad un ritemprante cambio di aria nei polmoni abituati a tropo smog.
Ok, basta, altrimenti mi sentirò dire che devo cambiare pusher, e poi se mi si dovesse allargare ancora qualcosa mi toccherebbe correre in bagno!
Invece direi che qui sto proprio bene, anzi, provvedo subito al cambio di vestiti e mi tuffo immediatamente in questo splendido mare trasparente. La sentite? È questa fantastica acqua appena lievemente fresca che schizza e ci bagna.. non ve ne viene voglia?
Beh acceleriamo altrimenti poi mi picchiate.
La settimana volerà via d’incanto, non annoiandoci per niente come invece temevamo, abituati ad altro genere di viaggi, e riusciremo ad usare ancor meno delle già ben poche cose che ci eravamo portati in valigia. Considerate che ho usato le scarpe solo in aereo e le infradito in due escursioni, idem per i vestiti, altrimenti sempre scalzi e sempre in pareo, come tutti (a parte l’uso consigliatoci della maglietta ai pasti, per rispetto alle usanza musulmane).
Le escursioni sono poche: la vicina isola di Fenfushi, con la più antica Moschea delle Maldive; Mamigili, il più grande villaggio di pescatori dell'Atollo di Ari; la pesca all’alba e la pesca al tramonto, tutte sul dhoni, l’imbarcazione locale. Interessanti comunque, dato che ci han permesso di scoprire che le Maldive sono divise in isole con villaggio turistico e isole con villaggio di pescatori, nessuna alternativa, solo turisti sulle prime, solo indigeni sulle seconde. Capitale a parte. Abbiamo visto come costruiscono le loro abitazioni con parti di barriera corallina morta (ricordate il discorso del calore?), le loro scuole, l’importanza che danno alle loro palme, come riescano a sfruttarne ogni sua parte, pensate che ne viene piantata una nuova piantata per ogni bambino che nasce, carino no?
La pesca al tramonto è stata interessante perché poi il frutto della nostra gara interna di pesca al bolentino (un lunghissimo filo di nylon avvolto a mo’ di aquilone per una pesca a mani nude) ci è stato preparato in una tavolata speciale, solo per i partecipanti. Per la cronaca sono arrivato secondo, prendendone un bel po’, mentre la mia donzella è stata l’unica a catturare un barracuda.
L’escursione più bella rimane comunque quella del diving center, durante la quale abbiam fatto snorkeling, non avendo brevetti, e potendo vedere una miriade di coloratissimi pesci e addirittura uno squalo balena, accanto al quale abbiamo anche nuotato e ci siamo fotografati, facendo attenzione, nei limiti del possibile, a non disturbarlo nel Suo ambiente. Pare sia un avvistamento non così comune, e che questo sia uno dei pochi posti al mondo dove sia possibile con questa semplicità, io so solo che ho potuto goderedella sua maestosa imponenza e della sua serafica calma, anche quando con due semplici pinnate si è inabissato.
Ultimi appunti sulla cucina, ottima e assai variegata, oltre che ben presentata nei buffet, con sculture di frutta, di ghiaccio e addirittura di burro!
Ah, dimenticavo, abbiamo speso anche decisamente poco rispetto al solito: un offerta speciale a 1350 euro, con trattamento all inclusive; se confronterete le altre tariffe capirete che è stato un bel colpo di c. . . occo, che qui tra l’altro è bello fresco e te lo servono appena tagliato, con la cannuccia (e il rum, se glielo chiedi).
Chiudo con l’animazione: naturalmente visto la location e il cliente tipo (a maggio poi sono proprio tutte coppie in viaggio di nozze), qui si sente poco poco, e non se ne sente la mancanza, è giusto quel minimo di blanda animazione che ogni tanto ti fa sorridere un po’, qualche partita, qualche spettacolino la sera dopo cena. Sospetto che anche gli stessi animatori vengano mandati lì con un certo criterio: o alle prime armi per farsi le ossa, o alla fine di stagioni stancanti, tanto più che non gli è neanche praticare facilmente il loro hobby preferito, la pesca delle clienti, visto il genere qui presente..

Vi do due esempi di giochi di animazione su tutti per farvi entrare ancor meglio nell’atmosfera tutta relax maldiviana:
1) la gara dei paguri,
sulla sabbia c’è un gruppetto di paguri,
dall’aria abbastanza scazzata,
in una pistina scavata appena appena,
e poi c’è un gruppetto di clienti,
dall’aria alquanto ridicola,
tutti intorno,
ognuno dei quali ne sceglie uno,
gli dà un nome,
e lo incita chiamandolo per nome a correre più forte degli altri!

Come?
Uff..
Si ok abbiamo partecipato e allora?
Il sole lì picchiava anche per noi cosa credete?
E poi il nostro ValentinoRossi non avrà vinto, ma ha comunque battuto Schumacher, Rambo e Candy Candy!
Ecco!
2) il torneo di freccette,
che magari non vi suonerà strano,
se non fosse che questo è a domicilio!
Mentre pisoli prendendo il sole sui tuoi lettini
gli animatori si fanno il giro dell’isola sulla spiaggia,
ti mettono il bersaglio su un lettino e le freccette in mano e tu,
se vuoi senza neanche alzarti dal tuo, tiri e fai i punti!

Bella la vita eh?
Soprattutto se ogni tanto ti puoi permettere una settimanina alle Maldive, magari quando qui fa freddo e cominci a sclerare per il lavoro..
P.S.: al ritorno siamo tornati in idrovolante, 50 minuti e 200 euro per un’esperienza nuova per noi e indimenticabile, come ben immaginerete visto che ormai vi sarete fatti un'idea del panorama.

P.P.S.: Le Maldive hanno un'altitudine massima di 2,4 metri sul livello del mare, e questo significa che non v'è il rischio che a breve scompaiano.. ve n'è proprio la certezza.
Indi per cui io conto di tornarci al più presto,
e Voi che fate ancora lì,
non mi seguite?

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