Il Presidente Nasheed si scusa con i residenti di Thinadhoo per il genocidio del 1962
Il Presidente Mohamed Nasheed ieri ha chiesto scusa ai residenti dell’isola di Thinadhoo, nell’atollo di Huvadhoo, per gli atti crudeli subiti dalla popolazione dell’isola sotto gli ordini del Primo Ministro Ibrahim Nasir che cercava di porre fine al movimento separatista della Repubblica Unita delle Suvadive.
Il Presidente Nasheed ha espresso le sue scuse formali durante l’incontro di stato tenutosi ieri a Thinadhoo. Ha affermato che quello era un triste giorno.
Il 4 febbraio 1962 Havaru Thinadhoo venne completamente distrutta. Agli isolani venne detto di andare in acque poco profonde, dove vennero obbligati a passare diverse ore immersi fino al collo. Nel frattempo tutte le case vennero distrutte, tutti i beni vennero fatti a pezzi e riempiti di detriti, tutti gli alberi vennero tagliati e molte proprietà vennero saccheggiate mentre gli isolani impotenti non potevano che guardare. Tutti gli abitanti vennero poi fatti sfollare e l’isola rimase disabitata. Le donne e i bambini vennero stuprati di fronte alle famiglie. 200/300 persone vennero fatte prigioniere e riportate a Malé, dove vennero torturati e molti vennero uccisi.
I 4800 abitanti di Havaru Thinadhoo al tempo furono obbligati a cercare riparo sulle isole lì vicine, dove in molti subirono maltrattamenti. Si dice che dovessero cedere oro in cambio di un piatto di riso.
Si parla di 2400 morti, molti dei quali sono stati seppelliti anonimamente dal Governo di Ibrahim Nasir senza che nessuno ne venisse a conoscenza.
Havaru Thinadhoo venne riabitata a partire dal 22 agosto 1966 da 1800 persone. Vennero costruiti 440 casolari. Il nome dell’isola cambiò da Havaru Thinadhoo a Thinadhoo il 27 giugno 1979.










